Visitare i musei come Luoghi Viventi? Succede a Torino e Chambéry grazie ad ALCOTRA 2014-2020

pubblicato 30.06.2017

Nove Racconti, realizzati da altrettanti autori contemporanei di fama nazionale e internazionale, che accompagnano il visitatore con storie inedite, nel percorso fra le sale museali. Basta scaricare l'app Luoghi Viventi

«Un profondo senso di collaborazione, che non significa solo (e non tanto) cogestione di risorse finanziarie, ma soprattutto collaborazione umana, scambio di capacità e competenze».

Così Evelina Christillin, presidente del Museo Egizio, ha voluto definire, durante la presentazione dei nove percorsi narrativi di mercoledì 21 giugno, a Torino, il progetto Luoghi Viventi, finanziato nell’ambito del primo bando del programma ALCOTRA 2014-2020. Nove grandi autori contemporanei si sono lasciati ispirare dalle opere e dalle atmosfere dei tre Musei coinvolti (Les Charmettes e il Museo di Belle Arti di Chambéry per la Francia, il Museo Egizio di Torino per l’Italia), e hanno così composto 10 racconti che accompagnano i visitatori in un’esperienza museale nuova ed affascinante. Questi racconti sono scaricabili ed ascoltabili tramite una app disponibile nei vari store a partire dal 7 luglio

Dopo l’anteprima dei percorsi narrativi al Museo Egizio, una conferenza stampa ha avuto luogo presso il Circolo dei Lettori, capofila di progetto, alla quale erano presenti i partner italiani e francesi e due delle scrittrici che hanno collaborato alla creazione dei racconti: Maylis de Kerangal e Nathalie Gendrot.

«Il nostro è stato un progetto sperimentale, unico nel suo genere» ha dichiarato Maurizia Rebola, direttrice del Circolo dei Lettori, che ha poi voluto ringraziare il programma ALCOTRA per aver reso possibile la realizzazione di questa idea. In generale, tutti i partner hanno evidenziato il grande spirito di cooperazione che ha animato il loro lavoro e si ritengono soddisfatti dell’esperienza del progettare in un ambito europeo e transfrontaliero. Caroline Bongard, direttrice del Museo di Chambéry, ha sottolineato «l’incredibile ricchezza» del potersi mettere in gioco in un contesto europeo, mentre Christian Greco, direttore del Museo Egizio, ha evidenziato che «il valore aggiunto di questo progetto è stato il dialogo».

L’evento è stata anche un’ulteriore occasione per ALCOTRA per confrontarsi con i diversi attori del progetto al termine della conferenza stampa. In particolare, Samuel Caillault, Direttore alle Relazioni Internazionali presso la città di Chambéry, ha dichiarato che «Chambéry e Torino lavorano insieme da molti anni poiché sono città gemellate, e c’è sempre stata la forte volontà delle due collettività, del Comune di Chambéry e di Torino, di mantenere questa collaborazione, specialmente nel contesto dei progetti europei». Ha poi voluto aggiungere che «ALCOTRA corrispondeva esattamente a questa idea di avvicinare le due popolazioni grazie ad un progetto culturale».

Nathalie Gendrot, autrice di una della storie presenti alla casa-Museo Les Charmettes di Chambéry, ha confessato che il carattere transfrontaliero del progetto le ha ricordato di una sua precedente occupazione come scenografa all’Opera, in un ambiente estremamente internazionale. Nathalie ha vissuto molti anni in Italia per studio e lavoro: «Mi reputo fortemente pro-europeista e penso che il futuro ci porterà sempre di più a scoprire, a legarci e a lavorare insieme ad altre culture, e questo non potrà che essere un processo positivo per tutti».

Sabato 24 giugno, la casa-Museo Les Charmettes di Chambéry, che per un periodo ha ospitato tra le sue mura il grande filosofo Jean-Jacques Rousseau, ha accolto la  seconda tappa della presentazione dei percorsi narrativi.

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