ARTI DI FRONTIERA

pubblicato 13.07.2017

Il Festival Spaesamenti si è tenuto a Torino dal 29 giugno al 2 luglio 2017

Giovedì 29 giugno si è tenuto a Torino l’evento di inaugurazione del Festival di film documentari Spaesamenti, organizzato dall'equipe del progetto Borderscapes, finanziato nel primo bando del Programma ALCOTRA 2014-2020.

L’evento che ha segnato il lancio del Festival si è tenuto presso l’Unione Culturale Franco Antonicelli di Torino, dove sono state esposte le opere degli artisti coinvolti nel progetto. Il pubblico ha potuto assistere al concerto di Julia Kent, mentre in contemporanea veniva proiettato il film animato Dandelion, di Elisa Talentino. Nelle altre sale sono state esposte le opere del fotografo Thierry Michel e i cortometraggi realizzati da Sandro Bozzolo, Francesca Cogni e Fatima Bianchi, così come i documentari sonori di Katia Kovacic e Chloé Truchon. Un concatenamento delle diverse lingue e dei diversi abitanti del territorio, le cui storie sono tutte, in qualche modo, legate alla frontiera: manifestanti NOTAV, migranti, associazioni, cittadini, volontari, donne di paese.

Gli artisti hanno approfittato dei periodi di residenza per sperimentare forme espressive nuove ed avvicinarsi ad altre sensibilità artistiche. Sandro Bozzolo, autore di Makhno (dal nome di un anarchico ucraino), ha voluto trattare la frontiera da un punto di vista antropologico, più culturale che geografico: «è stato estremamente interessante confrontarmi con altri tipi di arte, e soprattutto scoprire, grazie all’incontro con Enrico Negro, un genere che avevo sempre sottovalutato, come quello della musica popolare. Da questo punto di vista il modello della residenza artistica è stato estremamente utile». Enrico ha aggiunto: «io mi occupo di musica popolare, per cui la frontiera è sempre stata molto presente nel mio lavoro. I repertori musicali si sviluppano infatti non solo all’interno di una singola nazione, ma ne attraversano i confini, come accade per la tradizione occitana delle valli cuneesi, che necessariamente trasporta l’ascoltatore dall’altra parte, in Francia».

La sintonia tra i partner, Fondazione Dravelli per l’Italia e Airelles Vidéo per la Francia, è stata immediata: «abbiamo trovato subito una chimica particolare», ci ha detto Mattia Plazio, responsabile del progetto, «e concordavamo sui temi che avremmo voluto trattare con questo progetto: la frontiera in particolare, ma anche argomenti più contemporanei, come le migrazioni». Nicola Farina e Julie Moreau di Airelles Vidéo hanno aggiunto che la loro società partecipa a progetti europei da diverso tempo: «in un certo senso abbiamo portato avanti una tradizione. Anche se nella realizzazione di Borderscapes abbiamo incontrato una serie di difficoltà, siamo riusciti nel nostro intento di mettere la frontiera al centro del progetto». La scelta di ricorrere al finanziamento di un programma di cooperazione transfrontaliera tra l’Italia e la Francia è sembrata in questo senso la più logica. Mattia Plazio ha voluto essere ancora più chiaro: «i nostri progetti senza la dimensione di cooperazione non sarebbero potuti esistere. Nascono come progetti di frontiera, sulla frontiera. Per noi la cooperazione è stata tutto e le opere esposte ne sono una testimonianza».

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